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Festività

FERRAGOSTO – 15 AGOSTO

Festività di origine antica che si festeggia in Italia, nella Repubblica di San Marino e nel Canton Ticino.

L’origine della parola risale al 18 a.C. quando l’Imperatore Augusto istituì le “Feriae Augusti” (riposo di Augusto), che si aggiungeva alle altre festività già esistenti nello stesso mese, come i “Vinalia rustica” (19 agosto, dedicati alla protezione dell’uva che stava crescendo), i “Nemoralia” (dal 13 al 15 agosto in onore della dea Diana) o i “Consualia” (21 agosto, durante il periodo del raccolto, dedicate a Conso, dio dei granai e degli approvvigionamenti).

Era una festività pagana nel corso della quale in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro (buoi, asini e muli) venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori.

Questa antica tradizione sussiste ancora oggi durante il “Palio dell’Assunta” che si svolge a Siena il 16 agosto. Il vocabolo “palio” deriva dal “pallium”, cioè il drappo di stoffa pregiata che era il premio per i vincitori delle corse di cavalli.

La festa originariamente cadeva il 1º agosto, ma la Chiesa cattolica, volle far coincidere la ricorrenza laica con la festa religiosa dell’Assunzione di Maria il 15 agosto.

Era consuetudine che, in occasione del Ferragosto, i lavoratori porgessero gli auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia e ciò fu reso obbligatorio nello Stato Pontificio durante il Rinascimento.

Attualmente a Ferragosto le persone usano farsi gli auguri come a Natale.

Durante il ventennio fascista,  nel periodo ferragostano, il regime organizzava, attraverso le associazioni delle varie corporazioni, centinaia di gite popolari e dal 1931 al 1939 si misero a disposizione dei treni popolari con prezzi fortemente scontati.

Oggigiorno sussiste l’abitudine di fare la gita “fuori porta”, cioè fuori dalle antiche mura della città.

Come al solito, anche la gastronomia italiana ha un ruolo importante in questa festività, a seconda della regione.

Facciamo un percorso da nord a sud della penisola:

  • In Trentino e in Valle d’Aosta abbiamo i classici canederli, le polpette di pane e speck e la “Seupa à la Vapelenentse” a base di pane, fontina e brodo di carne;

  • in Lombardia il classico minestrone, nella versione fredda estiva;

  • in Veneto e in Liguria il pesce la fa da padrone con le sarde in saor e la capponadda (insalata di mare con tonno, acciughe, pomodori e olive);

  • il Friuli-Venezia Giulia e l’ Emilia Romagna puntano sulla pasta ripiena e i classici cappelletti al ragù;

  • i Piemontesi puntano sui dolci con la Margheritina di Stresa, un biscottino molto particolare che fu creato per la futura regina Margherita;

  • in Toscana troviamo il piccione arrostito;

  • in Umbria si mangiano gli gnocchi al sugo di papera e nelle Marche l’oca arrosto;

  • nel Molise trionfa un piatto rustico: i cavatelli al sugo di maiale;

  • a Roma, come in tutto il Lazio, non è ferragosto senza il pollo con i peperoni;

  • in Campania è d’obbligo la pizza di maccheroni;

  • in Puglia le orecchiette con le cime di rapa e in Basilicata l’agnello alla lucana;

  • in Calabria si va sulla pasta, la pasta chijna (pasta ripiena):

  • arriviamo alle isole per gustare i culurgiones i patate sardi ed il tipico gelo di melone siciliano, il cui ingrediente principale è l’anguria che al sud prende il nome di melone.

2 GIUGNO  – FESTA DELLA REPUBBLICA

Dopo sei anni dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale, il 2 giugno 1946 si svolsero contemporaneamente il referendum istituzionale per decidere se l’Italia dovesse rimanere una monarchia oppure se essa dovesse essere sostituita dalla repubblica,  e l’elezione dell’Assemblea Costituente.

Il 54% dei voti fu per lo stato repubblicano, superando di due milioni di voti quelli a favore dei monarchici.

E’ importante segnalare che fu la prima volta in cui votarono anche le donne. Ecco come ricordano quella giornata storica alcune testimoni dell’epoca: https://www.youtube.com/watch?v=igI_3NJVqtc.

Appena eletta, l’Assemblea nominò al suo interno una Commissione per la Costituzione, composta di 75 membri incaricati di stendere il progetto generale della carta costituzionale.

La Costituzione della Repubblica Italiana entrò in vigore il 1º gennaio 1948.

Il prestigioso giornalista Indro Montanelli racconta brevemente in questo video alcuni particolari interessanti sui personaggi di spicco di quel 2 giugno 1946: https://www.youtube.com/watch?v=VzzFmK3SM-A&t=508s.

 

24 MAGGIO

Ogni anno il 24 maggio viene ricordata la partecipazione dell’Italia alla Prima Guerra Mondiale nel 1915, circa dieci mesi dopo l’avvio del conflitto, durante i quali il Paese conobbe grandi mutamenti politici.

La guerra durò fino al 1918. Tutto questo è costato parecchio, soprattutto vite umane. Immensi sacrifici di generazioni di italiani che andrebbero onorati e rispettati sia nei loro dolori che nei loro successi, ma anche per il coraggio con cui affrontarono che sfide che la  storia poneva loro dinanzi.

Si è scritto molto sulla  Grande Guerra e sul ruolo dell’Italia durante il conflitto.

Lo storico torinese Alessandro Barbero, specializzato in Storia del Medioevo e in storia militare, spiega in questo video con molta chiarezza, in modo colloquiale ed entusiasmante, il come ed il perché l’Italia entrò in guerra nel 1915:

https://www.youtube.com/watch?v=rkQRzX0sB_Y

 

25 APRILE

25 aprile, festa nazionale della Repubblica Italiana, ricorre un nuovo anniversario della liberazione d’Italia (anche chiamato “Festa della Liberazione” o semplicemente “25 aprile”).

È un giorno fondamentale per la storia d’Italia e assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze armate alleate, dall’Esercito Cobelligerante Italiano ed anche dalle forze partigiane durante la Seconda Guerra Mondiale a partire dall’8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista.

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia, facenti parte del Corpo Volontari della Libertà, di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate; parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi, assumendo il potere “in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano”, stabilendo – tra le altre cose – la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo.

Entro il 1º maggio tutta l’Italia settentrionale fu liberata: Bologna (il 21 aprile), Genova (il 23 aprile) e Venezia (il 28 aprile). La Liberazione mise così fine a vent’anni di dittatura fascista e a cinque anni di guerra. La data del 25 aprile simbolicamente rappresenta il culmine della fase militare della Resistenza e l’avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti che porterà prima al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica, e poi alla nascita della Repubblica Italiana fino alla stesura definitiva della Costituzione.

Il termine effettivo della guerra sul territorio italiano, con la resa definitiva delle forze nazifasciste all’esercito alleato, si ebbe solo il 3 maggio, come stabilito formalmente dai rappresentanti delle forze in campo durante la cosiddetta “resa di Caserta” firmata il 29 aprile 1945.

Su proposta del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il Re Umberto II (allora principe e luogotenente del Regno d’Italia), emanò un decreto legislativo luogotenenziale che recitava:

“A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale”.